GEO ROCK'S CAFFE'

Ampie vetrate a ricordare i quadri di Edward Hopper che danno sulla trafficatissima media valle che sembra la strada per il Montana.

La giornata era iniziata con il sorriso di Rosa, poi un susseguirsi di parole e scatti, scatti e parole, interrotti solo dalla piacevole conoscenza di una pittrice di origini greche. A quanto cazzo di vita mi sono perso, penso tra me e me. All'ora di pranzo, lo scenario era cambiato completamente. Avevo lasciato l'elegante capoluogo e mi ero spinto fino al confine. La terra manteneva la sua asprezza, i suoi abitanti la loro proverbiale cordialità. E cosi, tra uno spaghetto e una frittura ancora parole e scatti, scatti e parole, per poi ritrovarsi a bere distillato di castagna in genuina compagnia. Strette di mano calorose sanciscono la fine del bel pomeriggio. Mi rimetto in macchina, la mente svuotata da ogni pensiero, e riprendo la strada di casa, allo stereo il pianista dei Supertamp regalava orgasmi in Chil of Vision. La giornata era stata soddisfacente. A metà strada mi concedo la tradizionale sosta per riordinare le idee e mentalmente buttare giù una traccia di quello che dovrà accompagnare le foto. Mi svacco su un tronco di legno magistralmente intagliato a mo di divano, la Nikon alla destra, e un anestetico con ghiaccio e arancia alla mia sinistra. Il traffico è sostenuto, la giornata è quasi finita e la gente corre a casa assaporando l'indomani festivo. In molti si fermano al bar, passandomi davanti, e all'improvviso mi accorgo che sembrano moderni mandriani, sporchi e polverosi, diretti a Dodge City, ma invece dei cavalli cavalcano tutti grossi pick up. Butto giù l'ultimo sorso e riparto. Ah, quanta vita mi sono perso, ripenso.


Via Ludovica  Borgo a Mozzano (Lu)

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